Restauro Fortepiano Erard Freres a Tavolo appartenuto a Gaspare Spontini

Restauro Fortepiano A Tavolo – Erard Frères

Rue du Mail 13&21 à Paris1820

Relazione Di Restauro

Dimensioni e inscrizioni:

Dimensioni della cassa: comprese le fasce

Lunghezza: 170,5cm

Larghezza: 68,8cm

Altezza: 27,3cm

Essenza legnosa della cassa:

– il fondo e la struttura sono in abete, le fiancate sono lastronate in piuma di mogano bordate da una fascia in mogano con venatura ad andamento regolare

– il frontalino sopra la tastiera è in abete

– il coperchio e le ribalte copri tastiera sono in mogano massello

– le gambe, a tronco di cono, sono in rovere lastronate in mogano: tutte portano elementi decorativi in ottone

– le madreviti in legno situate agli angoli della cassa sono in faggio

– la barra della pedaliera è in rovere lastronata di mogano, i pedali sono in mogano massello

– Il frontalino sopra la tastiera è in abete lastronato in legno chiaro (limone?) sul quale ad inchiostro sta scritto:

Erard Frères

Facteurs de Forte-Piano& Harpes du Roi,

de ses menus plaisir,

de la Cour Impèrial de Russie,

de S.A.S. Monseigneur le Duc d’Orleans & de sa famille.

Rue du Mail N°13&21 à Paris 1820

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Stato di conservazione

Lo strumento era conservato in disuso presso i locali della Villa di Gaspare Spontini, ora Museo, nel Comune di Maiolati Spontini. Sorretto non sulle proprie gambe , ma posato su di un cubo di truciolare. A parte era conservata la barra della pedaliera, le gambe e la ribalta copri tastiera. Il copri tavola, classificato come mancante, è stato fortunatamente ritrovato. Al momento del ritiro dello strumento le corde erano ancora in tensione, la parte del ponticello in corrispondenza degli acuti aveva ceduto; in parte per la tensione forse eccessiva delle corde, in parte per la mancanza del controllo dell’umidità ambientale. Quest’ultimo è uno dei fattori più importanti da osservare, tanto da essere considerato decisivo per la corretta conservazione degli strumenti musicali. Anche il distacco dal fondo di uno dei supporti della tavola è da far risalire a tale causa.

La totale frantumazione delle creste dei filetti sia nelle viti in legno delle gambe, sia delle madreviti poste sotto il fondo della cassa, fa pensare a troppi e scorretti spostamenti dello strumento. Anche le cerniere divelte della ribalta copri tastiera testimoniano la poca cura adottata da parte del personale addetto agli spostamenti. Da rilevare la mancanza di due dei fregi posti sotto il cambio di sezione della conicità delle gambe.

Dei due pedali ultimamente in uso uno solo era conservato, correttamente fissato nella sua posizione, il secondo risultava mancante.

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La cassa

Sono evidenti sulla cassa i segni di un precedente restauro, e sembrano risalire tutti al medesimo intervento, per il tipo di colla adoperata e per la tipologia degli inserti.

Il coperchio ha subito un importante intervento di restauro in corrispondenza della cerniera che a sinistra lo collega alla cassa; intervento anch’esso da rifare per la mancanza di cura adottata. In quella occasione anche la cerniera, è stata sostituita.

Le gambe

Oltre ai suddetti segni di usura sulle viti, il ritiro del supporto in massello ha causato il rigonfiamento della lastronatura in diversi punti. In una gamba le sollecitazioni dovute al carico hanno causato la frattura della parte superiore in corrispondenza dell’innesto della vite.

La pedaliera

La pedaliera era in origine composta da quattro pedali come testimoniano gli scassi per le cerniere ancora ben evidenti sul traverso. Ultimamente essendo rimasti in funzione solo due registri , due di queste tacche erano state malamente tappate, è stato facile così riposizionare correttamente i pedali ricostruiti. L’intenzionalità di questa operazione indica una volontà precisa di cambiamento motivato forse dal mutamento del gusto musicale. Fortunatamente il pedale rimasto ha permesso la riproduzione fedele di quelli mancanti.

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Intervento di restauro

Cassa e coperchio

Il vecchio inserto nella parte sinistra del coperchio del è stato sostituito con uno nuovo in legno di mogano. Per migliorare la superficie di incollaggio si è reso necessario aumentare la superficie dell’inserto. Anche nella cassa i precedenti interventi di restauro eseguiti con legni non idonei sono stati sostituiti

Il distacco del supporto della tavola armonica posto a sinistra della tastiera, aveva causato il sollevamento delle cornici che, fissate solo alla cassa ne delimitavano il bordo. Questo problema era anche la causa della scorretta chiusura del frontalino sulla tastiera. Il recupero di queste deformazioni, divenute permanenti per la mancanza di intervento in tempi rapidi, deve essere fatto con molta cautela e molto gradualmente, per evitare che bruschi cambiamenti di assetto siano la causa di ulteriori danni alla tavola armonica e al ponticello.

Per questo motivo si è proceduto prima all’allentamento delle corde, lasciando al legno il tempo necessario per adattarsi alla nuova situazione, e solo in un secondo tempo si è cominciato ad esercitare una leggera pressione, che aumentata in modo graduale nell’arco di tempo di una settimana, ha consentito di riportare il supporto e quindi anche la tavola armonica nella sua corretta posizione

La frantumazione delle creste dei filetti sia nelle viti delle gambe sia nelle madreviti della cassa ha reso necessario la loro ricostruzione.

La filiera da legno che più si avvicinava al passo originale era quella di 3½ filetti per pollice, e anche se il diametro differiva leggermente dall’originale si è scelto di utilizzarla ugualmente.

Le madreviti sono state ricavate a parte e collocate nella loro posizione solo in seguito. Da un asse di noce sono stati ricavati dei parallelepipedi filettati internamente, poi al tornio si è provveduto a rendere cilindrico solo una parte del pezzo. La ragione per cui si è mantenuta la sezione quadrata è quella di garantire un maggior ancoraggio alle cassa e impedirne così l’eventuale rotazione a causa della sollecitazione che si esercita durante l’avvitamento e il fine corsa delle gambe. In questa operazione di incollaggio, come anche in tutte le altre, è stata usata colla a caldo di origine animale cosiddetta “colla da falegname”.

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Le gambe

Nelle gambe, come già accennato, le creste dei filetti erano completamente frantumate. Il legno rimasto ha fornito in ogni caso informazioni importanti sul passo della filettatura, sul diametro del nocciolo e sulla tecnica costruttiva. Come allora , le viti sono state realizzate a parte con una filiera da legno, utilizzando legno di noce. In seguito sono stati incollati negli appositi fori sulla testa delle gambe.

La pedaliera

Grazie al pedale rimasto la ricostruzione di quelli mancanti è stata abbastanza semplice, più difficile è stato ricostruire la ferramenta.

La riproduzione delle tre cerniere mancanti e delle viti a forcella che poste sui pedali permettono di azionare i registri, è stata complicata anche dalle dimensioni assai ridotte dei pezzi da lavorare. I criteri che hanno ispirato la progettazione e la realizzazione anche di questi piccoli particolari da parte degli antichi costruttori, sono stati conservati. Il restringimento della sezione a forma di cono per la parte di forcella che entra nel legno del pedale ha la funzione di migliorare il vincolo di questa con il pedale.

La piccola vite sulla forcella, in cui si inserisce il tirante che aziona i registri, è filettata solo in punta, e un cambio di sezione alle fine del filetto ne permette il serraggio. In questo modo si evita che la testa della vite entri in contatto con l’altro lembo della forcella e impedisca così il libero movimento del tirante. Nella foto sopra riportata si può notare che nella vite originale (terza da sinistra) è rimasto anche un pezzo del tirante, costruito con una tecnica simile a quelli rimasti sotto la cassa. I dadi sono stati rifatti rispettando la forma quadrata dell’originale. Il materiale utilizzato è ottone che alla fine della lavorazione è stato antichizzato.

Fregi e cerniere

Le decorazioni in ottone poste sulle sommità delle gambe avevano diverse microfessure che sono state saldate con piccole brasature. I fregi mancanti sono stati ricostruiti in ottone con in metodo a “cera persa” e risultano così leggermente più piccoli degli originali per effetto del ritiro del metallo dovuto al raffreddamento. Le cerniera ricostruite sono tre per la pedaliera e le due della ribalta del coperchio che va a chiudere il vano tastiera.

Ritocco e lucidatura

Nel coperchio e nella pedaliera non è stato possibile conservare la vecchia lucidatura e quindi è stata ricostruita . Nelle fasce perimetrali, nel vano tastiera , nella parte interna del coperchio e delle ribalte, in tutte le parti interne e nelle gambe, sono stati sufficienti ritocchi di colore in corrispondenza dei nuovi inserti. La lucidatura è stata eseguita a gommalacca distesa a tampone secondo la tecnica tradizionale.

Graziano Bandini ,Castel San Pietro Terme, 2000

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Rilievi Grafici

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