Restauro Fortepiano Erard Freres a Coda appartenuto a Gaspare Spontini

Fortepiano a coda – Erard Frères

Rue du Mail 13&21 à Paris1820

Fortepiano appartenuto a Gaspare Spuntini e conservato nel Museo di Maiolati Spontini

Intervento di restauro ligneo Castel San Pietro Terme 1997

Iscrizione sulla tavola armonica:

Par Brevet D’invention N°447

Erard Freres Facteurs de Fortepiano et harpes Du Roi de Sesminus plaisire

et de la Cour Imperiale de Russie a Paris 1820

Dimensioni della cassa comprese le fasce: lunghezza 2043 mm larghezza 1095 mm altezza 272 mm Essenza legnosa della cassa: – la struttura della cassa è in rovere,lastronata in radica di mogano e bordata da una fascia,sempre in mogano,ma con venatura ad andamento regolare ( vedi foto ) – la fascia corta è realizzata in tre strati di legno di rovere incollati fra di loro con andamento della fibra parallelo – le fascie dritte sono composte di un unico asse ugualmente in rovere -il coperchio è in massello di mogano -le gambe ( tre ) a tronco di cono,sono in legno di rovere lastronate esternamente in mogano: tutte portano elementi decorativi in bronzo dorato -le barre di rinforzo principali sono in rovere e sono fissate al telaio tramite incastro -il fondo dello strumento è in abete: qui è visibile un foro circolare del diametro di circa 465mm con otto piccole rientranze a forma semicircolare,distanziate fra loro in modo regolare -gli innesti a vite ( ancora originali ) su cui sono fissate le gambe, sono in faggio, lastronati esternamente in mogano e fissati alla cassa con quattro viti in ferro ciascuno.

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Cenni Storico-Artistici

La cassa , ancora in perfetto stile neoclassico, esibisce angoli vivi e superfici lastronate in radica di mogano che, perfettamente lucidate, ricordano le superfici marmoree mutuate dall’antichità classica. Le linee semplici ed essenziali, solenni nella loro purezza quasi architettonica con ornamenti metallici molto sobri, lavorati a parte e in seguito applicati, danno la sensazione di un oggetto che almeno nelle sue parti essenziali, poteva essere progettato per una produzione in serie. In questo periodo storico la qualità estetica del mobile si basa sulla fedeltà con cui l’oggetto realizza la chiarezza strutturale del progetto. Il mobile neoclassico si pone direttamente davanti a noi immobile e al di fuori del tempo. In esso gli elementi strutturali e i volumi sono accostati in modo netto e chiaro senza elementi di raccordo: non più volute, aggetti e modulazioni che fanno scivolare un elemento sull’altro in un continuo tentativo di mediazione fra le forme, non più giochi d’ombra, proprio per dare attraverso la frontalità e la tridimensionalità un’ astratta dimensione, quasi metafisica. Rispetto al modello ornato del 1790 dove assieme al mogano troviamo legni chiari come limone e bois de rose e la barra di raccordo su cui sono fissati i pedali leggermente arrotondata,qui le linee sono più severe e il tono più serio, la pedaliera assume rigidi angoli retti. Se il modello del 1812 è alleggerito ai lati della tastiera con due fusioni in bronzo dorato a forma di foglia d’acanto questo modello del 1820 presenta ai lati della tastiera una simile decorazione in ottone dorato, ma dal soggetto più inquietante a forma di serpente alato.

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Stato Di Conservazione

L’ importante strumento, custodito presso la collezione Gaspare Spontini del Comune di Maiolati Spontini, si presentava in pessimo stato di conservazione per questo tipo di strumenti il non utilizzo, per mutate esigenze musicali e i frequenti spostamenti in locali non idonei, sono in genere la causa di rapidi deterioramenti. Forti escursioni termiche e variazioni consistenti dell’ umidità ambientale provocano danni a carico delle colle (gli incastri si allentano e le lastronature si sollevano), delle vernici (le resine si sbiancano e a volte si sollevano), dei masselli (rapide cessioni di umidità provocano grosse fessurazioni nei masselli). Errate tecniche di spostamento hanno provocato la frantumazione di parte delle creste dei filetti delle viti in legno che fissano le gambe alla cassa. La mancanza inoltre di parti come il leggio, elementi decorativi in ottone, asta per l’apertura del coperchio, chiave, blocco per mantenere l’apertura della ribalta copritastiera, varie cerniere (sei), fili di collegamento fra i pedali e i registri , e altro ancora, lasciano intuire lo stato di abbandono dello strumento antecedente il suo collocamento all’interno della collezione.

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Intervento Di Restauro

Il coperchio è la parte della cassa che ha subito i danni maggiori . Costruito in massello di mogano con andamento della fibra in senso longitudinale, non ha resistito alle ripetute sollecitazioni sia meccaniche (apertura e chiusura), che ambientali (ritiro e dilatazione). I cedimenti strutturali provocati da fessurazioni e scollamenti delle uniture, erano state in precedenza restaurate. L’operatore non aveva tenuto conto del ritiro a cui il legno era stato soggetto, al contrario i punti di unitura erano stati ulteriormente piallati rendendo così impossibile la corretta chiusura del coperchio Il restauro è stato eseguito avendo cura di aggiungere il legno, in modo tale da non alterare la continuità della venatura fra le due parti del coperchio. Per fare poi in modo che la battuta a incastro fra la ribalta e il resto del coperchio svolgesse la sua funzione, è stato necessario operare un raddrizzamento della parte sinistra della stessa. Diversamente, a nostro avviso, era impossibile ripristinarne l’uso corretto. La pedaliera, anch’ essa assai deteriorata, è stata restaurata tentando di eliminare alcuni interventi non corretti del precedente restauro. Dove è stato possibile abbiamo ripristinato le lastrine di mogano sostituendole alle impiallacciature di noce non originali (vedi rilievo grafico).


Il leggio è stato ricostruito prendendo il modello da uno strumento coevo dello stesso costruttore. Ferramenta e fregi. Oltre al serpente alato posto a sinistra della tastiera, sono stati ricostruite sei cerniere in ottone, il chiavistello posto a sinistra nella parte a ghigliottina davanti al somiere, il fermo che blocca la ribalta copritastiera in posizione verticale. Le due serrature sono state restaurate. La chiave, in ferro dei primi ‘800 è stata riadattata. Sono stati restaurati anche due dei sei attacchi in ottone, per le aste dei registri, posti sui pedali.

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Pulizia e Lucidatura Della Parte Lignea

Per la parte esterna del coperchio e per la pedaliera, è stato necessario rimuovere completamente la vernice esistente. Per il resto della cassa, la semplice rimozione dell’ultimo strato di vernice è stato facilitato dalla scarsa coesione di quest’ ultimo con lo strato sottostante (probabilmente originale). La lucidatura è stata eseguita a gommalacca distesa secondo la tradizionale tecnica a tampone.

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Rilievi Grafici

Gli interventi di restauro sono evidenziati in rosso

Schema della cassa

_____ Intervento di restauro sulla cassa

Particolare costruttivo del somiere

_____ Interventi di restauro

Gamba anteriore destra e fascia corta

Pedaliera

___ Interventi di restauro

Fondo

___ Interventi di restauro

Barre di rinforzo della cassa Erard 1820

Sezioni ortogonali di barre e traversi

A-27×94 mm       E-45×100 mm        I-27×67 mm       O-27×55 mm        S-27×67 mm

B-27×94 mm        F-67×22 mm          L-27×67 mm       P-27×55 mm        T-27×67 mm

C-27×94 mm        G-27×67 mm        M-27×55 mm       Q-27×55 mm

D-27×94 mm        H-27×67 mm        N-27×55 mm        R-27×55 mm ● Punti in cui è stata effettuata la misura degli spessori della tavola armonica

Spessori Tavola Armonica in mm

Catene Tavola Armonica

Forma e dimensioni catene nel punto di massimo spessore Lunghezza e profilo delle catene

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