Lo Strumento Clavicembalo

Clavicembali

Gli Strumenti

I nuovi strumenti, come quelli costruiti nel diciassettesimo secolo, dispongono solo di due registri di 8 piedi. Il loro ambito, aumentato da 45 a 51 note, va da DO1 a RE5, offre la possibilità di utilizzarle anche per gran parte della letteratura musicale del diciottesimo secolo. Molti costruttori del periodo storico, incluso Guarracino, facevano strumenti dalla struttura molto leggera che poi inserivano in una pesante custodia (cassa levatoia). Ma gli stessi costruttori producevano anche uno strumento in cui la separazione dello stesso dalla cassa era solo apparente (falsa cassa levatoia). Per questo motivo O’Brien e Bandini hanno deciso di costruirne due esemplari per ciascun tipo di strumento.

Le casse di tre di questi strumenti sono state magnificamente decorate da Stefano Pessione, un artista e decoratore di Roma. La quarta è stata decorata da Silvia Morsiani, artista operante in Imola. Tutte le decorazioni sono ispirate a vari temi napoletani e in particolare a quello di Partenope, la più importante e famosa icona di Napoli. Uno degli strumenti ha un dipinto nella parte interna del coperchio che mostra Partenope mentre guida un gruppo di figure mitologiche, inclusi Sebete, il dio del fiume che scorre sotto Napoli e sfocia nella Baia, Dioniso e Cerere il dio a la dea della prosperità.

Due degli strumenti vengono proposti con piedistalli e leggii molto elaborati, gli altri due accompagnati da piedistalli e leggii più semplici, consentono una opzione più economica.

Le eleganti Raffaellesche dipinte da Stefano Pessione

Ma tutti gli strumenti hanno meravigliose ed eleganti decorazioni realizzate all’interno dello strumento stesso. In più nella parte interna oltre alle numerose cornici accuratamente accoppiate fra loro. La cornice che corre lungo la parte superiore delle fasce è ornata da un sottile filetto in ebano posto al centro, il cui contrasto con la restante parte in cipresso dona al clavicembalo classe ed eleganza. Anche la barra dei salterelli e il frontale sopra la tastiera sono decorati da sottili a raffinate cornici ricavate nel massello. Nel vano tastiera, i riccioli sono ricavati da una composizione a strati sovrapposti di cipresso ed ebano e pure i tasti sono frutto di un elegante lavoro di intarsio; i tasti cromatici sono ricoperti con intarsi di bosso su ebano o intarsi a cunei contrapposti di osso su ebano. I tasti diatonici, che sono in bosso o ebano, sono decorati nella parte frontale con motivo ad arcata.

Decorazione di Silvia Morsiani sulla fascia corta di uno degli strumenti.

La tavola armonica ha una rosetta molto elaborata, realizzata da William Hendry, con strati sottilissimi di pergamena e cipresso traforati e tagliati strato per strato. Tre strati di cipresso si trovano sotto la tavola armonica, e due strati di pergamena si trovano sopra. La parte superiore include due sottili anelli in pero che danno alla rosetta un aspetto ricco e raffinato. Queste rosette una volta assemblate fanno pensare alle grandi finestre delle cattedrali gotiche.

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