Cembalaro

Clavicembali

I Cembalari

Graziano Bandini

Dopo la maturità, si è dedicato allo studio del restauro del legno e ha conseguito la qualifica professionale di ebanista-restauratore frequentando il corso triennale organizzato dalla Regione Emilia Romagna.

Iniziata l’attività professionale ha continuato a partecipare a corsi di aggiornamento sul restauro di opere d’arte presso la scuola di Botticino. Alcuni lavori importanti sono stati pubblicati dalle Edizioni Grafis e dalla A&G.
Nel 1989 il restauro di alcuni fortepiani dell’Accademia Pianistica di Imola creano l’occasione per la prima esperienza di insegnamento al corso di restauro e costruzione di strumenti a tastiera gestito dalla stessa Accademia.
Obiettivo del corso la realizzazione di due copie del fortepiano Stein del 1778 conservato al Musikinstrumentenmuseum di Norimberga.

La collaborazione col’Accademia crea nuove occasioni d’incontro con maestri e studiosi dell’arte cembalara europea come: Christopher Clark, Donatella Degiampietro e Grant O’Brien. Nel 1999, guidato da Franco Barucchieri,
consegue la qualifica di “ maestro cembalaro”.
Nello stesso anno inizia una nuova collaborazione con Grant O’Brien che ha portato dopo quattro anni di lavoro alla realizzazione di un importante progetto: la costruzione di quattro clavicembali adottando lo stesso sistema usato dagli antichi cembalari del passato.

Grant O’Brien

È cresciuto ed educato in Canada dove ha studiato fisica all’Università di Alberta a Edmonton. Dopo diversi anni di insegnamento in Canada e due al Fettes College di Edimburgo, dove è stato insegnante del Primo Ministro Tony Blair, ha iniziato a lavorare con John Barnes, l’allora curatore della Russell Collection of Early Keyboard Instruments presso l’Università di Edimburgo, con cui ha collaborato al restauro e alla costruzione di numerosi strumenti. Nel 1974 diventa assistente/curatore della Russell Collection, e nel 1985 curatore/direttore della Russell Collection.

Egli ha pubblicato molto sulla organologia degli antichi strumenti a tastiera e ha anche curato importanti restauri e consulenze per numerosi musei e collezioni private, costruendo anche copie di strumenti storici. Usando una semplice procedura geometrica (e un database di oltre 2500 unità di misura usate in Italia nel periodo storico) Grant O’Brien ha dimostrato che è possibile, dalle misure del telaio e della cassa, determinare l’unità di misura usata nella costruzione degli strumenti antichi. Questo nuovo metodo è stato poi utilizzato con successo sia per identificare numerosi strumenti di dubbia origine, sia per la costruzione di nuovi strumenti, nello stesso modo in cui lo facevano gli antichi costruttori del passato.


Cembalo nello stile napoletano con cassa falsa levatoia.

Caratteristiche:
Clavicembali sia cassa levatoia sia cassa falsa levatoia nello stile di Onofrio Guarracino, Napoli, seconda metà del seicento.

Ambito da DO1 a RE5, prima ottava stesa, 2×8′, tastiera trasponibile da 415Hz a 440Hz.
DO4 = 284mm (13 once napoletane), incordato in ottone giallo e ottone rosso, mensure pitagoriche.

Decorazioni di Stefano Pessione, Roma o Silvia Morsiani, Imola

Tastiera, piroli, punte, serrature, cerniere, saltarelli, leve dei registri, ecc. tutti eseguiti manualmente, rosetta in pergamena e cipresso con due anelli in pero.
Possibilità di scegliere lo stile del piedistallo e del leggio.

Diatonici in bosso, cromatici in ebano e bosso, saltarelli in sorbo, tavola armonica in abete rosso della Val di Fiemme.
Sul richiesta impennatura in corvo reale.

In dotazione: chiave d’accordatura, diapason, vernice di ritocco, corde e penne di ricambio.

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